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Carinaro, comune dell’agro aversano trae le sue origini dalla coltivazione della terra. Fiorente era la coltivazione della canapa che veniva trasformata in tessuti e funi dalle industrie canapiere operanti nei Comuni a Nord di Napoli. Con la sostituzione delle fibre artificiali gli agricoltori del posto convertirono la coltivazione della canapa a quella di frutteti ed ortaggi, considerato che la natura del terreno si prestava in modo ottimale a questo nuovo tipo di coltivazioni. Negli anni settanta si è avuta una trasformazione delle attività e del territorio, da consolidata antica e sana realtà agricola a quella industriale che ha negli anni a seguire ha causato molti disoccupati. Quindi dalla tradizione agricola si è passati a quella industriale. Nell’attività primaria sono rimaste le persone più anziane, mentre la maggioranza è occupata nel settore secondario e terziario. Si è avuta, da un lato l’espansione della base occupazionale e culturale nel settore demografico, mentre nell’altro si è verificato l’impoverimento delle capacità produttive nel settore agricolo.
Il Comune di Carinaro confina a nord con il Comune di Marcianise e Teverola, ad ovest con Teverola ed Aversa, a sud con Aversa e Gricignano di Aversa, ad est con Gricignano di Aversa.
Il primo Sindaco del dopoguerra è stato il cavaliere Paolo Monaco nominato nella seduta consiliare del 25 maggio 1947 a seguito di elezioni amministrative svolte il 9 e 10 aprile dello stesso anno.
Carinaro, nel decennio 1981 – 1991 ha avuto un incremento demografico di circa del 20% essendo passato da 4.329 abitanti a 5.494, in conseguenza all’insediamento di grossi complessi industriali nel territorio cittadino.
Tale incremento ha continuato ad avere tale percentuale, nonostante il fenomeno industriale degli anni settanta si sia ridimensionato, probabilmente dovuto alla qualità della vita che i piccoli centri urbani riescono ancora ad offrire alla gente, a differenza delle grandi città dove esiste il problema del traffico, dell’inquinamento e della non trascurabile densità di popolazione.
Andamento del grado di istruzione della popolazione residente dal 1981 al 2001.
Si è quasi raggiunta l’assenza dell’analfabetismo, anche se rimane qualche sporadico caso nella popolazione anziana.
In assenza di dati precisi al 1981, si può verificare il grado di crescita dell’istruzione nel decennio 1991/2001 come da tabella che segue:
Sullo stato delle politiche sociale e delle sue infrastrutture. Per ciò che riguarda le politiche sociali, il Comune di Carinaro ha programmato, per ogni classe di età, attività e risorse in modo da garantire un buon numero di servizi. Per gli anziani già da alcuni anni è stata istituita l’assistenza domiciliare integrata, il servizio termale e l’integrazione sociale impegnando gli stessi anziani in piccoli interventi come la vigilanza e la manutenzione di giardini e spazi pubblici. Per i disabili è attivo un Centro Comunale Socio – Educativo per portatori di handicap che tra molte difficoltà ha raggiunto l’obiettivo di produrre pregevoli manufatti in ceramica ed a prova della integrazione dei disabili nella società è in atto la produzione delle tabelle toponomastiche decorate in ceramica. Per gli stessi disabili gravi che non hanno possibilità di frequentare il Centro diurno, l’Amministrazione comunale con fondi regionali ha avviato il servizio di assistenza domiciliare, con l’impiego di lavoratori L.S.U. in servizio al Comune. Per i giovani, infine è in pieno svolgimento presso la Scuola Media un corso di fotografia, denominato “Fotimparo”, allo scopo di impegnare i giovani in una attività che potrebbe rappresentare anche una possibilità di lavoro ed evitare agli stessi i pericoli dell’ozio e della strada. Sul patrimoni edilizio, storico e monumentale e identità culturale dell’area comunale. Il patrimonio edilizio è costituito da alcuni edifici di antichissime origini, sui quali di volta in volta sono intervenute modifiche più o meno organiche che in molti casi ne hanno stravolto sia la tipologia e sia le caratteristiche morfologiche di architettura contadina. Restano ancora piccoli esempi che andrebbero recuperati ai fini della conservazione museale di quella che era l’architettura della campagna che esprimeva in tutta interezza l’identità culturale del posto come il palazzo Ducale che è situato nel Centro storico del paese. Le azioni di eventi bellici, i terremoti e quelle disgregatrici del tempo hanno poi distrutto il grande patrimonio monumentale che doveva essere costituito dal castello di Casignano i cui ruderi stanno ancora alla periferia del paese, dove un tempo doveva certamente rappresentare un punto di riferimento ed il nucleo di raggruppamenti familiari. | |||||||||||||||||||||||||||||